Immagine TVATT, uno spettacolo teatrale partecipato

TVATT, uno spettacolo teatrale partecipato

5 ottobre 2017

Inizia a teatro l’undicesimo compleanno della Fondazione CON IL SUD, che quest’anno si svolgerà il 6 e 7 ottobre a Bologna con due giorni di eventi e workshop promossi con il Forum Terzo Settore e in collaborazione con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. 

TVATT – Teorie Violente Aprioristiche Temporali e Territoriali”, questo il titolo dello spettacolo che andrà in scena venerdì 6 ottobre alle ore 21 presso la Sala T. Salmon del Teatro Arena del Sole. Un esperimento performativo, ideato da Luigi Morra e prodotto da Etérnit e Teatralto in collaborazione con Lunarte, in gran parte comico e grottesco, su una precisa tipologia di violenza: schiaffi, pugni, risse e sopraffazioni. Quella violenza primordiale, scovata nel quotidiano, che spesso agisce come un’esperienza piena di significati, caratterizzata da dinamiche che, nel bene o nel male, risultano essere inevitabilmente spettacolari.

In una parte del Sud Italia, TVATT è infatti un modo per dire “ti picchio” oppure, volendo azzardare una traduzione letteraria dal dialetto, “ti batto”. 

L’arte di picchiarsi, tra la necessità di farlo e quella di saperlo fare, viene catapultata in una dimensione teatrale. Dialetto calcato, espressioni rituali, posture improbabili, episodi di vita, atteggiamenti di sfida poco chiari. Tutto diventa linguaggio possibile, per raccontare conflitti e impulsi esistenziali legati a principi non sempre comprensibili ma al tempo stesso curiosi e affascinanti.

Lo spettacolo, interpretato dall’ideatore Luigi Morra insieme a Eduardi Ricciardelli e Pasquale Passaretti, prende ispirazione da “East” e “West”, due lavori di Steven Berkoff messi in scena a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80, in cui è forte la necessità dell’artista di andare a rievocare ed esorcizzare determinate questioni attraverso il gioco teatrale, attingendo dai sobborghi dell’East End Londinese. Berkoff intuisce che lo scenario della violenza è di per sé uno spettacolo e nel suo approccio emerge il suo essere attore prima ancora che scrittore: i due testi, infatti, mettono in luce una drammaturgia che sembra dettata soprattutto da una necessità di azione scenica. In TVATT Berkoff è una sorta di riferimento, un’ispirazione legata non tanto al testo, ma prevalentemente a un discorso di impulso, di scenario umano possibile e di vicinanza alle intenzioni e alla poetica.

TVATT è un lavoro che fa incontrare scelte comiche e grottesche con altre più dichiaratamente poetiche e riflessive. Il pubblico è coinvolto, specie nella prima parte della performance in cui di tanto in tanto uno spettatore è chiamato in scena. Il dialetto, stretto e calcato, diventa linguaggio. I suoni ricorrenti di specifiche situazioni, riprodotti all’infinito e mandati in loop, posture e discorsi che diventano quasi rituali, atteggiamenti di sfida dalle motivazioni poco chiare, sono tra le caratteristiche dei personaggi che abitano lo spazio. La materia trattata incontra nel gioco diversi linguaggi teatrali, come a voler trasferire un’energia dal marciapiede al palcoscenico.

In scena si tende a stare “fuori”, a costruire un momento lungo in cui tutto può succedere tra attori, pubblico e tecnici. Una sorta di gioco/sfida dove tutto avviene come se fosse la prima volta. La drammaturgia è spezzata e nettamente divisa in due scelte: da una parte una serie di momenti dialettali, curiosi e musicali, frammenti di vita vissuta che aprono la scena a situazioni possibili e diventano gioco. Dall’altra una componente testuale più riflessiva e pulita, dove emerge una necessità di raccontare.

Le musiche, composizione originali curate dai Camera, si aggiungono alla performance in maniera organica e partecipata. Il lavoro sul suono segue e talvolta determina quello che accade nella performance. Il lavoro video, curato da Domenico Catano, aggiunge un’ulteriore linea narrativa, a metà tra il documentario e il linguaggio televisivo.

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