Immagine Pesca sostenibile, pomodorini, cozza nera tarantina: i presìdi slow food.

Pesca sostenibile, pomodorini, cozza nera tarantina: i presìdi slow food.

17 Giugno 2022

La Puglia detiene un patrimonio agroalimentare vastissimo, frutto del binomio tradizione-innovazione e di storie di relazioni tra uomini e terra. Il progetto C.A.P. Salento nasce nel 2015 per coinvolgere le comunità dei pescatori e degli agricoltori presenti nelle aree protette, al fine di tutelarne la biodiversità, frenare il depauperamento degli stock ittici di interesse naturale e commerciale, favorire un rapporto sempre più stretto fra produttori e consumatori per rendere più trasparente il lavoro di chi produce cibo e dare dignità al lavoro degli operatori della piccola pesca e dell’agricoltura. Realizzato da Slow Food e con il sostegno della Fondazione CON IL SUD, l’iniziativa ha portato alla nascita di 4 nuovi presidi Slow Food e una nuova scommessa per la città di Taranto. 

Si tratta di 4 presidi della piccola pesca a Porto Cesareo, all’Oasi Blu di Ugento e a Torre Guaceto e uno del pomodorino a Manduria.

I presidi sono comunità che lavorano ogni giorno per salvare dall’estinzione razze autoctone, varietà di ortaggi e di frutta, pani, formaggi, salumi, dolci tradizionali. Queste comunità si impegnano per tramandare tecniche di produzione e mestieri, si prendono cura dell’ambiente e valorizzano paesaggi, territori e culture.

La piccola pesca: per la prima volta il presidio va al processo e non al prodotto

Rappresentano un unicum in tutto il territorio italiano: per la prima volta Slow Food, grazie al lavoro svolto dalle comunità locali, ha assegnato il marchio del “presidio” non a una razza animale, a un prodotto o a un trasformato, ma a un modello di pesca e quindi ad un modello di interazione sostenibile tra uomo e natura. Le piccole comunità di pescatori, aderendo volontariamente al disciplinare del presidio, accettano di utilizzare, esclusivamente, attrezzi di pesca sostenibili che rispettano i cicli biologici delle specie ittiche e la loro stagionalità

A Manduria cresce un pomodorino senza irrigazione 

Con il presidio del pomodorino, invece, Slow Food ha intenso continuare il suo percorso di ricerca della biodiversità nascosta e a rischio di estinzione. Sono stati recuperati i semi di questa orticola, custoditi gelosamente da pochi agricoltori ed è stata recuperata un’antica coltivazione che, caratteristica fondamentale per le aree agricole del mediterraneo, non prevede quasi mai l’irrigazione. Un pomodorino, quindi, dalle ottime caratteristiche organolettiche e “rispettoso” dell’ambiente. Uno dei risultati principali del progetto C.A.P. Salento è stato anche quello di tutelare e valorizzare il lavoro dei contadini e dei pescatori dei territori coinvolti, perché non vi è sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica e sociale. Molti dei pescatori e degli agricoltori coinvolti nel progetto sono tutt’ora presenti nel progetto del presidio e portano avanti la bandiera della qualità e della sostenibilità ambientale con fierezza e dignità. 

Oltre CAP Salento: il presidio della cozza nera tarantina, una scommessa sul futuro della città 

La ricerca dei presidi non si è fermata con il progetto C.A.P. Salento. Uno dei più importanti è stato realizzato di recente nel Mar Piccolo: il presidio Slow Food della cozza nera di Taranto, una vera e propria scommessa sul futuro di questa città. Gli effetti dell’inquinamento causato dall’industria siderurgica hanno impattato pesantemente anche sul comparto della mitilicoltura, letteralmente stroncato da anni di stop forzati, imprese fallite, disoccupazione e cattiva reputazione. Il presidio rappresenta un momento di riscatto per tanti mitilicoltori. Il disciplinare del Presidio definisce per la prima volta la procedura per la produzione della cozza nera tarantina con determinati standard che garantiscono la tracciabilità e la qualità del prodotto utilizzando attrezzi di coltivazione biodegradabili e compostabili. Il Presidio, inoltre, rappresenta un importante riconoscimento del valore economico e sociale della mitilicoltura tarantina, un comparto produttivo fondamentale per la Blue economy, importante asset del nuovo modello sostenibile di sviluppo economico del territorio jonico, finalmente rispettoso delle risorse naturali.

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